Guida alle città sudafricane

Città del Sudafrica

Durban

La città di Durban ha una popolazione di circa 3 milioni di persone e sorge nella provincia del KwaZulu-Natal, sulla costa orientale della Repubblica Sudafricana.

Fondata dai primi coloni provenienti dall’Inghilterra nel secolo XVI, era in origine un insediamento abitato dagli indigeni Zulus; all’epoca veniva chiamata “Porto Natal” e proprio il porto è stato da sempre il simbolo della città. Da qui salpavano le navi che si dirigevano in America o in Asia, e qui arrivavano le navi cariche di lavoratori provenienti dall’India per venire a lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero di questa zona costiera, fondando a Durban la comunità indiana più grande di tutto il Sudafrica.

La città è diventata ormai meta turistica per visitatori provenienti da tutto il mondo, attirati dal bellissimo paesaggio della costa del Natal e dalle molte cose interessanti e divertenti offerte dal territorio.

Il lungomare di Durban, chiamato “Marine Parade”, è ricco di strutture turistiche di recente costruzione: è il centro della vita della città con i suoi ristoranti, gli alberghi di lusso, i bar e i centri commerciali nuovissimi.

Le molteplici attività sportive offerte sulle spiagge non permettono sicuramente di annoiarsi: qui si può praticare il nuoto, la canoa (si tengono tornei durante tutto l’arco dell’anno), il surf (le zone più rinomate sono “South Beach” e “Addington”) e se si vuole semplicemente stare a guardare ci sono i campioni di surf che nelle baie di “Wedge Reef” e “Dairy Pier” cavalcano onde altissime. Non troppo distanti dalle spiagge si trovano molti campi da golf, dove si può passare una giornata alternativa in mezzo alla natura.


Se invece si è amanti della tranquillità e si vuole godere della bellezza dei fondali dell’oceano, le acque calde dell’Oceano Indiano sono pronte ad accogliere gli appassionati di snorkeling o gli esperti di sub: la bellezza dei fondali e la varietà dei coloratissimi pesci che abitano queste acque lasciano a bocca aperta. Se invece non si è provetti sub, si possono godere le meraviglie marine andando a visitare l’enorme acquario “Sea World”, popolato da tantissime specie marine come delfini, squali, tartarughe, pinguini e pesci tropicali.

Lasciando l’habitat marino e addentrandoci nel centro città, si possono notare i ricchi edifici di stile colonico con influenze africane e portoghesi. Tra gli edifici più rappresentativi di questo stile architettonico si possono citare la vecchia stazione di “Pine Street”, il “Durban City Hall” dove all’interno si trova un museo ed una galleria d’arte ed il monumento “De Gama Clock”, un regalo da parte del Portogallo per commemorare lo sbarco di Vasco de Gama avvenuto proprio in questa città. Continuando nella zona centrale della città si arriva al “Grey Street”, il quartiere indiano dai mille colori e sede della più grande moschea del Sud Africa, la “Grey Street Mosque”; qui si svolte inoltre un mercato etnico ricco di prodotti originali e tipici souvenir da poter comprare. Tra i musei da visitare si possono citare: il “Kwa Muhle Museum” o il “Local History Museum” che raccontano la storia della regione e i duri anni dell’apartheid; il “Maritime Museum” con i suoi galeoni ricchi di sfarzosi tesori; o il “Natural History Museum” per gli amanti della natura.

Per concludere al meglio la giornata ci si può concedere una buona cena, data l’ampia scelta di ristoranti che offrono piatti con sapori provenienti da ogni parte del mondo: da quella indiana, con i piatti più tipici come il “Durban Curry” o il “Bunny Chow”, a quella spagnola, giapponese, portoghese e italiana, per chi sente nostalgia di casa e vuole un piatto di pasta. Dopo la cena, si può prendere la nuovissima metropolitana, ed andare sul lungomare, pieno di scintillanti insegne di famosi club, pub e discoteche che stanno aperte tutta la notte e sono piene di turisti; diversi festival si svolgono in città: il “Durban International Film Festival” a luglio/agosto, l’“Awesome Africa World Music Festival” a settembre o per chi ama la moda l’“MTN Durban Fashion Week” a giugno.

Dato che, in occasione dei mondiali di calcio 2010, l’aeroporto internazionale è ancora in costruzione e il “Durban International Airport”, ex Louis Botha Airport è vecchio e serve solo le rotte interne, per arrivare in città bisogna arrivare a Johannesburg e da qui prendere un treno (comodo perché la stazione arriva direttamente al centro di Durban), oppure noleggiare una macchina, o per chi non ha problemi di soldi, prendere un taxi.

Il clima è per quasi tutto l’anno caldo e piacevole: d’estate le temperature si aggirano sui 30 gradi mentre d’inverno sono sui 24 gradi; si può quindi organizzare un viaggio in qualsiasi momento dell’anno, ma una scelta particolarmente azzeccata è quella di approfittare delle feste natalizie per buttarsi nell’estate australe e farsi una bella settimana al caldo lontano dal gelo del continente europeo.

Johannesburg

Terza città più grande dell’Africa, Johannesburg (chiamata dai suoi abitanti Jo’burg o Jozi) ha una popolazione di quasi sei milioni di abitanti.  È stata a lungo una città tormentata a causa dell’apartheid che tagliava in due le zone violente e povere da quelle dei sobborghi ricchi, ma dopo la fine delle leggi razziali, dai primi anni ’90 sta cercando di rinnovarsi tramite un programma di cambiamento.

La realtà metropolitana è ancora molto differente: da un lato si trovano i quartieri ricchissimi con i suoi centri commerciali pieni di ogni sorta di prodotti, locali chic e strade e autostrade larghe e ben tenute, mentre dall’altro lato i sobborghi poveri e decisamente degradati. L’estrazione dell’oro ha portato alla vecchia Johannesburg “bianca”la ricchezza. Ormail’estrazione dell’oro in città non si effettua più, ma nell’immaginario collettivo di Jo’burg questo panorama di discarica a cielo aperto con grossi mucchi gialli pallidi, scarti delle miniere, con all’orizzonte i grattacieli, non sparirà mai perché alcune discariche sono ritenute monumenti storici e per questo preservate.

L’aeroporto cittadino, il Johannesburg International Airport (JIA), si trova a nord-est e dista25 km dalla città ma è di facile accesso sia in auto che in autobus. È molto ben servito per quanto riguarda i voli interni, avendo una scelta di compagnie low cost dirette nelle principali città. Numerose sono anche le compagnie di autobus che offrono un buon servizio tra Johannesburg e le principali destinazioni: da tenere a mente però che le distanze sono davvero grandi da coprire. Le compagnie statali City to City e Translux sono le migliori in questo campo. Il Baz Bus ferma direttamente davanti agli ostelli, mentrela Metropolitan Bus Services ela Airport Link sono le compagnie più veloci nel collegamento tra il centro città e l’aeroporto. Noleggiare una macchina e spostarsi così in città, anche se è trafficata, è comunque molto pratico viste le strade larghe e le autostrade spaziose a sei corsie; bisogna però avere un occhio di riguardo alla segnaletica che non è sempre affidabile, soprattutto nei sobborghi. Da evitare assolutamente, l’autostop.

Una visita lo merita Hillbrow, la prima zona della città dove, ai tempi dell’Apartheid, i bianchi e i neri potevano coabitare e per questo chiamata “Area Grigia”. La zona però è abbastanza pericolosa e il rischio di rimanere vittime di qualche atto criminale è alto, si consiglia quindi di essere accompagnati da qualche guida. Qui si trova una delle più visitate attrazioni del paese: Constitution Hill, il Vecchio Forte risalente al1892, in passato nota prigione, è al giorno d’oggi, dopo aver subito un rinnovamento, la sede della Corte Costituzionale del Sudafrica. Si possono anche visitare i settori più vecchi di questa prigione: la malfamata sezione Number Four, dove venivano incarcerati i prigionieri neri, l’Awaiting Trial Bloc dove i detenuti aspettavano il processo e la parte del carcere femminile.

Nel centro cittadino, che è abbastanza maltenuto ma è allo studio un progetto per il suo recupero, si respira un’aria unica, tra i suoi venditori di strada e i profumi di mais e carne cucinata sulle bancarelle che si trovano tutt’attorno. Una visita la meritano gli edifici coloniali Rissik St Post Office ela City Hall; notevole è anche il Mandela & Tambo Law Office, risalente agli anni ’50, dove questi due uomini fondarono qui uno studio legale che avrebbe fatto scuola; ed inoltrela Johannesburg ArtGallerye la terrazza panoramica Top of Africa.

Il quartiere urbano più rimodernato è Newtown, con il suo Nelson Mandela Bridge (del suo genere è il più lungo di tutto il Sudafrica): pieno di vita e animazioni, con i suoi eventi, i musei e i numerosi caffè. Il bellissimo vecchio mercato di Bree St ospita il Museum Africa importante per capire come si è evoluta la storia in Sudafrica, raccontando il lato sociale, economico, geologico, artistico ecc. Un luogo dedicato alla birra è il SAB (South African Breweries) Centenary Centre. In zona si trovala Turbine Hall, con i suoi locali in rovina ma magnifici, che contengono la turbina della centrale che fu costruita in questa zona. Sempre notevole e degna di una visita èla Soweto Art Gallery, uno dei pochi luoghi dove gli artisti di colore contemporanei delle township hanno la possibilità di esporre.

Nei quartieri a sud della città sorgono altri interessanti e bizzarri musei come l’Apartheid Museum dove si descrive con raccapricciante accuratezza la storia della segregazione razziale. Nelle vicinanze si trova il Gold Reef City (Città della Corsa all’Oro), una specie di parco di divertimenti a tema che racconta la vecchia città di Johannesburg come si presentava ai tempi delle miniere d’oro: è possibile visitarne una che si trova a220 msotto terra. Nei sobborghi a nord si incontra invece una appariscente e bizzarra ricostruzione chiamata Montecasino: riprende un borgo toscano e sorge vicino ad un casinò che è meta di moltissimi turisti.

Il sobborgo più abitato e più vasto (gli abitanti variano da2,3 a4 milioni) è Soweto (South-Western Township), a sud est del centro. Qui si trova racchiusa la forza lavoro nera del paese: è la più vasta, politicizzata e agitata township, con al suo interno zone estremamente misere e, di nuova costruzione, sobborghi più borghesi e benestanti. Ce ne sono altre, ma questa è la più nota e caratteristica. Qui si trova una strada unica al mondo,la Vilakazist, che può vantare due premi Nobel perla Pace: sorgono qui il Mandela Museum (che in origine era la casa del leader), e più avanti, la casa dell’Arcivescovo Desmond Tutu.

Altri eventi in calendario nella città di Jo’burg sono il Gay Pride March, che si tiene tutti gli anni durante l’ultimo sabato di Settembre e i vari festival di jazz e di arte che si svolgono tra agosto e settembre. Johannesburg sarà la sede dei Mondiali di Calcio nel 2010, sport tra i più seguiti e praticati del Sudafrica.

Kimberley

Con i suoi 200.000 abitanti circa, la città di Kimberley sorge nella zona centrale del Sudafrica, è capoluogo della provincia del Capo Settentrionale e dista da Pretoria all’incirca 500 chilometri e da Bloemfontein, che è la capitale giudiziaria del paese, solo 150.

Per quanto riguarda il suo territorio, risulta una zona mossa, ricca di piccole alture che per la maggior parte sono ricche di giacimenti di diamanti, i quali vengono prima estratti, poi lavorati ed esportati in ogni parte del mondo; sono diamanti “bagnati” dal sangue di tante povere persone.

Questi ritrovamenti iniziarono per caso nel 1866 grazie al ritrovamento accidentale di Erasmus Jacobs di un diamante da 21,25 carati sul ciglio del fiume Orange che scorre vicino a Hopetown; qualche anno dopo, nel 1871, venne ritrovato ai piedi della collina Colesberg Kopje, un altro diamante, questa volta da 83,50 carati; fu così che iniziò la “corsa ai diamanti”, la quale in pochi anni contagiò migliaia di minatori che arrivarono qui da ogni parte del mondo. Il raggrupparsi di tutte queste persone in questa zona fece sorgere un insediamento che prese il nome di New Rush, che in seguito, ed esattamente il 5 giugno 1873, venne rinominato Kimberley per rendere omaggio al Segretario di Stato delle Colonie Britanniche John Wodehouse, conte di Kimberley. Questo ritrovamento così ricco e importante per l’economia della zona, fece aumentare ancora di più le tensioni che correvano tra i boeri e i colonizzatori inglesi, che fecero in modo di ottenere l’uso esclusivo di questo territorio minerario, che aveva preso nel frattempo il nome di Griqualand West. Questa zona si sviluppò in modo impressionante e molto rapido: fu infatti il primo paese ad avere l’illuminazione elettrica nelle strade; tutto questo non fece che aumentare la rabbia e il rancore del popolo Boero, che avendo visto essergli sottratta così tanta ricchezza, iniziò a reagire provocando guerriglie e scontri che portarono alla Seconda Guerra Boera, prendendo molto duramente d’assaltola città. Nel maggio del 2000 si è cercato di voltare pagina e dimenticare quanto successo in passato, tenendo una conferenza proprio nella città di Kimberley con a tema i conflitti sanguinosi che il mercato dei diamanti porta con sé, e giungendo così al Kimberley Process ovvero un’iniziativa che tiene sotto controllo e tutela le esportazioni dei diamanti grezzi di queste zone rischiose.

La città oggi si presenta incantevole con i suoi paesaggi urbani e le ambientazioni rurali, rimasti intatti col passare del tempo e ritrasformati in parchi pubblici o giardini botanici nel centro, che partendo dalla periferia si estendono a perdita d’occhio in mezzo alla natura bellissima e incontaminata soprattutto verso gli scavi di fine Ottocento, oggi regno incontrastato di piante e animali. Un paio di luoghi che bisogna assolutamente visitare: il Big Hole, una miniera a cielo aperto, molto sfruttata nel passato grazie agli innumerevoli ritrovamenti di diamanti di ogni grandezza, è tra le più grandi cavità che l’uomo abbia mai realizzato; e la moderna miniera di Alluvial Diamond Diggins & Mines, qui si può assistere al processo di trattamento dei diamanti, da quando vengono estratti nella cava passando per la lavorazione fino all’ingresso nel mercato. Potrà addirittura capitare di poter tenere tra le mani un vero diamante grezzo, anche di notevoli dimensioni, che costerà fatica il doversene separare. Ogni settembre si svolge il Kimberley Show, l’evento più importante della città.

Per quanto riguarda il clima, è soggetto a sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte, e in particolar modo tra l’estate e l’inverno. I valori medi sono infatti di 33 e 17 gradi – ovvero le minime e le massime – a gennaio, e di 18 e 3 gradi a giugno e luglio, mesi in cui però le piogge perdono di frequenza ed intensità, rispetto ai mesi di febbraio e marzo, che invece sono molto più frequenti e intense. I mesi migliori per visitare Kimberley sono quindi settembre e novembre, che corrisponde alla loro primavera quando si sentono soffiare i caldi venti provenienti da nord, ci sono poche precipitazioni e la natura è nel massimo della sua fioritura in molte specie di piante.

Avendo un aeroporto molto ben servito, con aerei che arrivano dall’Europa, è una città comoda da raggiungere. Una volta arrivati qui si hanno diverse scelte per spostarsi: i treni, gestiti dal Servizio Passeggeri della Divisione Sudafricana Trasporti, sono comodi anche durante i viaggi di lunga durata ed alcuni hanno ancora le locomotive a vapore, molto folkloristici; gli autobus, con le rotte delle autolinee giornaliere che collegano tutte le città principali; o ancora gli aerei, conla compagnia SAA che gestisce i voli interni con le zone più importanti del Sudafrica. Da Kimberley passa la comunicazione stradale principale,la N12.

Pretoria

A 50 chilometria nord di Johannesburg troviamo la città di Pretoria (che per il popolo indigeno del “Shoto” è "Thswane"), capoluogo di provincia del “Transvaal”, ed anche capitale amministrativa della Repubblica del Sudafrica dal 1910.

Con i suoi due milioni di abitanti attuali, Pretoria fu fondata nel 1855 vicino al fiume Apies, da Marthinus Wessel Pretorius, e grazie alla miniera di diamanti di “Cullinan” (dove venne alla luce il diamante di grosso al mondo) è una tra le città più ricche. Fu proprio qui che, nel 1902, venne firmatala “Pace di Vereeniging”, un trattato che determinò la fine della Guerra anglo-boera, e si unificarono le due repubbliche esistenti all’interno dell’Unione Sudafricana.

I molti edifici antichi in stile coloniale inglese che si trovano nel centro della città, raccontano perfettamente l’influenza significativa che ha subito da parte dei coloni; a questi edifici si sono aggiunti negli ultimi decenni strutture più moderne per le sedi del governo e della finanza. Lungo la strada centrale di “Church Street” si trova la casa del primo presidente sudafricano Paul Kruger, che ha anche il merito di aver fondato il parco che da lui prende il nome, nei pressi di Nelspruit. Lì vicino si trova la sede del governo centrale, inserita in un complesso chiamato “Union Buildings”, costruito con mattoni di arenaria rossa e rappresenta con il suo sfarzo la potenza della colonia e dell’impero; qui Nelson Mandela, dopo la sua elezione, tenne il suo primo discorso davanti alla nazione.

Sempre in zona centrale troviamo il monumento ai "Voortrekker", sorto nel 1949 per commemorare i primi avventurieri del XIX secolo che partendo dalla Colonia del Capo andarono alla scoperta di cosa l’entroterra sudafricano poteva offrire loro. Il panorama della città si completa con i quartieri residenziali, una vasta zona che si trova a nord del centro ed è occupata dagli impiegati benestanti provenienti dal settore amministrativo, e dai parchi tutti molto ben curati, costeggiati da vasti viali di jacarande, delle piante molto profumate con dei fiori violetti.

Un modo diverso per scoprire qualcosa di più sulla storia del Sudafrica è andando a visitare i suoi musei: il “Pretoria Art Museum”, che contiene una vasta esposizione di arte sudafricana, e spesso ospita mostre itineranti da tutto il mondo; la "Municipal Art Gallery", anche qui si trovano soprattutto oggetti artistici locali; il "Transvaal Museum of Natural History", è il museo di storia naturale con all’interno, oltre agli animali imbalsamati e alla flora tropicale di vario tipo, si trova ancora in perfette condizioni di conservazione un enorme scheletro di balena. Se invece si vuole diventare un cercatore di tesori, anche solo per qualche istante, si possono andare a visitare le vecchie miniere di diamanti di Cullinan, che regalano un’esperienza che difficilmente si potrà dimenticare.

Se invece si è amanti dello shopping e dei prodotti artigianali della zona, ogni domenica viene allestito un mercato delle pulci dentro il centro commerciale di "Sunnypark", in "Esselen Street", oppure presso Hatfield (sempre aperto di domenica), quest’ultimo è particolarmente apprezzato per le bellissime manifatture di perline. Se si preferisce l’acquisto di prodotti di grandi marche provenienti da tutto il mondo, si potranno visitare i negozi più alla moda che si trovano in centro, oppure recarsi presso i grandi magazzini di nuova costruzione.

Per gli amanti della vita notturna, decisamente molto vivace, si raccomanda la zona di Hatfield, dove sorgono ristoranti di qualsiasi tipo che tengono aperto fino alle prime luci dell’alba, ed il più delle volte allietati da musica live. Se invece si cerca un po’ di tranquillità la zona consigliata è quella di "State Theatre", un complesso di cinque teatri (Arena, Studio, Opera, Drama, Momentum) dove si svolgono manifestazioni per tutti i gusti: concerti classici, rappresentazioni teatrali e balletti; è consigliabile prenotare in anticipo.

Generalmente il clima tropicale caldo che si può trovare durante tutti mesi dell’anno permette di raggiungere questa destinazione in ogni stagione, un consiglio però è quello di riuscire a venire qui la terza domenica di ottobre, quando si svolge il “Jacaranda Festival”. Moltissimi spettacoli, concerti di ogni genere musicale e varie mostre celebrano la fioritura delle piante di jacaranda, che sono il simbolo della città, rendendo ancora più caratteristico il panorama collinare circostante e i giardini della città.

Come tutte le città del Sudafrica, anche Pretoria è in grande fermento per lo svolgersi dei prossimi Mondiali di calcio 2010: una grande occasione per rinnovarsi nelle infrastrutture. I due stadi principali ovvero il "Loftus Versfeld Stadium" ed il "Rainbow Junction Stadium", sono in rifacimento, così come l’aeroporto internazionale di "Jean Smuts", rendendo così più facile lo svolgimento dei rapporti commerciali mondiali e sperando di aumentare il giro dei turisti.

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